giovedì 3 dicembre 2009

BELLISSIMA

lunedì 30 novembre 2009

Prossima parada NUOVO TEATRO COLOSSEO 9 dicembre


Dal 24 novembre al 13 dicembre 2009
Associazione Culturale Beat 72
Associazione Culturale Porta Nova
presenta
 Il contagio 
uno spettacolo di  Nuccio Siano
dal romanzo di Walter Siti

con
Tiziana Avarista, Marina Biondi, Michele Botrugno, Alessandra Costanzo, Riccardo Floris, Carmen Giardina, Fabio Gomiero, Mario Grossi, Anna Maria Loliva, Federica Marchettini, Isabella Martelli, Maurizio Palladino, Maurizio Tesei

aiuto regia Mario Grossi Anna Maria Loliva disegno luci Luca Santini  fonica Sandro Stefanini  
Nuccio Siano propone l'adattamento teatrale dell'ultimo appassionato romanzo di Walter Siti (Mondadori, 2008). Il progetto, nato da un laboratorio, porta in scena un coro di ben 14 attori. 
Al centro della storia c'è la moderna perferia romana, quelle borgate che stanno ormai trasformandosi in un'indifferenziata poltiglia urbana. Nessuno si salva, in questo percorso. Non la leggendaria "vitalità" popolare, esaltata in tanti libri e film, non l'autore che in questa vitalità presunta ha provato a rigenerarsi, non le ideologie contemporanee troppo impegnate a simulare paradisi inesistenti. La borgata diventa metafora del mondo intero, perché mentre le borgate si adeguano progressivamente ai valori borghesi, la borghesia fa proprie le caratteristiche della borgata: legge della giungla, sogni di lusso impossibile, diffidenza reciproca, assenza di futuro. Questo è il contagio. 
Il racconto scenico segue la parabola esistenziale dei personaggi che lo abitano, quelli in cui l'autore specchia la condizione di disagio e di dolore a cui tutti quanti siamo irrimediabilmente esposti.

Molte cose sono cambiate dagli anni di Ragazzi di Vita e di Accattone, ma l'ombra di Pier Paolo Pasolini continua ad attraversare i paesaggi della capitale. Alcune sue canzoni, nella versione inedita di Nuccio Siano, faranno da contrappunto alla scena, insieme a quelle dei Radiohead.




















sabato 28 novembre 2009

TEATRO... La malattia della famiglia M


La malattia della famiglia M è una storia famigliare che riguarda due sorelle, un fratello, un padre malato e l'assenza di una madre. Questa famiglia ha una malattia, dice il titolo. Forse ne ha più di una. C'è un padre che vive una malattia clinicamente non specificata che lo sospende dalla possibilità  di esercitare l'autorità  e che lui usa come arma e come scusa. C'è il lutto dell'assenza della madre che pesa su questi personaggi come una colpa e procura loro una vaga tristezza della quale tutti si accusano a vicenda. Ci sono poi due amici, Fulvio e Fabrizio, che interagiscono con questa famiglia e involontariamente portano la farsa tra questa gente triste. (...) C'è poi un medico che si presenta come narratore e che vorrebbe raccontare la storia da testimone esterno ma poi verrà  risucchiato dentro di essa. Mi piace che il punto di vista sia quello di un medico. Mi piacciono i medici e i loro punti di vista. 

Fausto Paravidino





Piccolo Eliseo Patroni Griffi
Biglietteria

25 novembre | 13 dicembre 2009
LA MALATTIA DELLA FAMIGLIA M 
testo e regia di Fausto Paravidino
con Fausto Paravidino, IriFusetti
scene Laura Benzi
costumi Sandra Cardini 

produzione Teatro Stabile di Bolzano










ORE 17.30


Mi preparo il percorso. Vado in moto o con i mezzi? Ma si dai, prenderò l'Autobus, cosi vivo la mia città in maniera diversa. Quindi lascerò la moto all'Extra per poi riprenderla dopo aver fatto un salto alla mostra. 


Ore 19.30


Arrivato un pochino in anticipo al teatro, mi dirigo verso il moderno e vado a salutare qualche amico. Molta folla, mai visto così pieno questo cinema. Saluto Enrico, ce solo lui, una sigaretta e torno giù a piedi verso il teatro.


Ore 20.30


Arriva Ale, saluti e baci, una chiacchierata veloce, un caffè.




Ore 23


Spettacolo finito, mi è piaciuto molto. Emozionante, realistico, vero. Una famiglia con tutti i suoi Enigmi. Gli Amici.
La presenza del dottore, narratore, mi ha un pochino infastidito, non saprei se per la sua maniera di recitare, o per la presenza scenica, inutile  che però inutile non era...


La cosa che non capisco e questo lo avevo già notato in altri spettacoli com'è possibile che la gente ride per un non so cosa, una minima cosa, come se deve ridere per forza, come se non ridesse la serata sarebbe fottuta! Scene molto tragiche o ciniche come anche stasera in questo spettacolo, le persone in sala ridevano... 
Si sente ridere quando si parla di Sesso... si ride per coprire l'imbarazzo?


Non so... ma in questo spettacolo c'era poco da ridere, ma molto da riflettere...
In Sala con noi era presente anche Nanni Moretti, affascinante.


"Le parole sono importanti"...


Si, vanno ascoltate e non ridicolizzate. Nemmeno con una risata.


Ore 24.00


Siamo seduti all'Extra, ci ha raggiunto silvia e Ale, e il nostro Ale P. ha fatto una giusta osservazione sulla mostra, Ovviamente Eloggiando la mia Opera.


Ora pronto per andare a dormire, pensando allo spettacolo, forse un pò lungo, o forse morto in qualche punto, ma vi consiglio di andarlo a vedere.





venerdì 27 novembre 2009

BULLETIN OFFICIEL SUR MON ÉTAT D'ÂME 40

DALLA PADELLA ALLA BRACE!